Come cantava Morrissey, “life tends to come and go”. O, se preferite, anche Bianconi si stupiva per “la puntualità delle mode musicali”. Qui a Indiepercui da sempre sosteniamo che il prolungato e immutabile presente è l’unica vera novità di quest’epoca in cui ogni cosa è divenuta “indie”. Ora, grazie a Flavorwire (http://bit.ly/bAV1UK), è arrivata l’immancabile infografica sull’Hipster Fashion Cycle, dove si analizza la maniera in cui qualunque oggetto, stile o idea passa dalla condizione di “outsider” (l’autenticità!) a quella “di tendenza”, per poi venire fagocitato dal “mainstream”, riciclato nella “fase ironica”, recuperato in quella “nostalgica” e infine relegato in quella più “tradizionalista / conservatrice”, da dove – prima o poi – qualche outsider andrà a ripescarlo, credendo di aver fatto chissà quale scoperta. Se volete, è anche una buona immagine di questi tempi di recessione, dove sempre più materie prime cominciano a scarseggiare. Parlando di musica potremmo portare mille esempi, ma invece di insistere sul passato che ritorna, sarebbe interessante capire in quale casella della ruota si inseriscono certi fenomeni nuovi. Da qualche settimana gira in rete un curioso progetto più o meno anonimo denominato I Cani. Il loro tormentone estivo I pariolini di 18 anni risuona di shoegaze ed elettronica lo-fi, ma ammettono anche influenze cantautoriali come Diaframma e Max Gazzè. La canzone dedicata a Wes Anderson è un raffinato equilibrismo tra malinconie post-adolescenziali e inevitabile sarcasmo. Insomma, un giro completo della ruota hipster ancor prima di cominciare: niente male! Se invece l’estate vi ispira desideri più carnali e avete bisogno di qualcosa di più forte, per restare in Italia, è bello segnalare il ritorno dei Thousands Millions. Rock Days (su Tannen Records) è un album di poderoso college rock che ha inciso GRINTA su ogni nota. Non so se certi bei chitarroni divertenti ad agosto siano proprio hipster, ma mi rendono ancora felice.[tra le recensioni]
The Pipettes - Earth vs. the Pipettes (Fortuna Pop!)
Il nome del gruppo è lo stesso e anche certe mossette nei video, ma non vedo nessuna delle tre voci originali, non sento nessun omaggio a Phil Spector, mancano perfino i leggendari pois e le canzoni sembrano imitare le peggiori Girls Aloud o Sugarbabes. Che senso ha scomodare la nostalgia del 2005 o la prima volta che ballammo I Like a Boy in Uniform, quando tutto quello che riesco a pensare oggi è che questo disco rappresenti soltanto il tentativo neanche troppo convinto di riciclare un brand fuori tempo massimo? Credo sarebbe più interessante leggere Earth VS The Pipettes come riflesso in musica dell’attuale crisi economica, o utilizzarlo come case study in un seminario sull’outsourcing applicato al Pop.The Vaselines – Sex With An X (Sub Pop)
Siamo onesti: qui c’è solo da ascoltare e imparare. E siamo onesti: se non fosse stato per Kurt Cobain oggi nemmeno il professor Everett True spettegolerebbe più dei Vaselines. Ma siamo onesti: Eugene Kelly e Frances McKee sanno benissimo come ci si diverte con il rock’n’roll, e il fatto che tornino con dodici impertinenti canzoni nuove, le quali si rivelano in tutto e per tutto “roba alla Vaselines”, fa esultare chiunque abbia ancora a cuore quello che più di vent'anni fa si chiamava “indie”. Basterebbe già la velvetiana title track, o la dichiarazione di guerra agli Ottanta. Se poi aggiungiamo che il produttore è ancora Jamie Watson, e che di supporto ci sono Stevie Jackson e Bob Kildea dei Belle and Sebastian (e aggiungiamo pure Michael McGaughrin dei 1990s, toh), l’esultanza diventa sfacciata euforia, proprio come quella che muove questa musica.
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